Chianti a tavola

Il prodotto di questa terra per eccellenza è il Chianti Classico DOCG, vino dal sapore armonico, asciutto e leggermente tannico, di colore rosso rubino, fra i più rinomati e conosciuti al mondo.

Ad oggi l’attribuzione del nome Chianti è garanzia di vino nobile, grazie a leggi severe che ne tutelano lo standard qualitativo e le caratteristiche sensoriali. Il vino che si produce nelle sottozone del Chianti è regolato da una disciplinare che varia da zona a zona, anche se le regolamentazioni sono meno rigide rispetto al Chianti Classico. Tutti i Chianti sono costituiti dagli stessi vitigni: Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano, Malvasia bianca, Sauvignon e Merlot. La percentuale delle uve, invece, può cambiare da vino a vino; protagonista indiscusso però è il Sangiovese, che può essere vinificato in purezza o in quote variabili fino a un minimo del 75%.

43° 34′ 56.855″ N – 11° 19′ 0.743″ E

La rinomanza della terra chiantigiana è legata pure all’olio d’oliva, la cui coltura ha origini antichissime e la pianta, assieme al cipresso, è divenuta una caratteristica costante del paesaggio toscano.

Caratterizzato da un sapore forte, piccante e amarognolo dovuto all’uso di lasciare qualche foglia fra le olive per accentuare il gusto erbaceo, il suo colore è verde intenso e la sua acidità non può superare l’1%. Secondo il rigido disciplinare l’olio extravergine del Chianti Classico deve derivare dalla spremitura di quattro varietà di olive, Frantoio, Moraiolo, Leccino e Pendolino, in proporzione variabile.

Se vuoi provare un’esperienza autentica nel Chianti, prova l’escursione Chianti sunshine!

Le persone del luogo orgogliosamente dichiarano che la loro terra è la sintesi perfetta tra ambiente e attività umana. Una relazione forgiata dall’amore che gli abitanti hanno per queste colline. Chi assiste alla raccolta e alla spremitura delle olive, si scorderà difficilmente la dedizione e la cura con cui vengono lavorate. L’olio è ingrediente fondamentale della cucina chiantigiana e di quella toscana in generale.

Insieme al pane, altro elemento basilare preparato in grandi filoni e senza sale, danno vita al più tipico dei piatti: la fettunta. Una semplice ma saporita fetta di pane abbrustolita sulla brace, sfregata con uno spicchio di aglio e innaffiata di olio.

Sempre il pane è protagonista di altre due pietanze tipiche di questa zona: entrambi piatti poveri, una è la più famosa zuppa toscana, la ribollita, l’altra è la pappa al pomodoro, amata persino dal pestifero Gianburrasca.

La selvaggina inoltre, ricca nei numerosi boschi che si alternano ai vigneti della zona, ha sempre rivestito un ruolo rilevante nell’alimentazione. Il tutto accompagnato ovviamente da un bicchiere di buon vino. Ed è alla pregiata bevanda che numerose feste e sagre sono dedicate.

A Greve in Chianti e a Panzano a settembre, hanno luogo rispettivamente la rassegna del Chianti Classico e la sagra Vino al vino, occasioni per degustare e assaggiare i vini e tutti i prodotti tipici. Ma vero inno al frutto che regala uno dei vini più apprezzati al mondo, si celebra nel paese di Impruneta, alle porte del Chianti. La Festa dell’Uva nasce nel 1926 per pubblicizzare i prodotti delle aziende agricole del paese; ad oggi prevede la competizione dei quattro rioni del comune che, alla fine di settembre, presentano carri costruiti durante tutto l’anno e minuziosamente decorati proprio con i chicchi di uva. Durante il mese della festa, i rionali si ritrovano tutte le sere a cena “al carro” dove mangiano, bevono vino e cantano le canzoni rionali.

Penna e scatti di Benedetta Perissi

Torna in alto