Derive in città

Fare trekking è un’attività che mette in moto gambe e sensi. Riattiva tutto l’organismo, stimola e libera la mente, calma i nervi, ti porta nella natura, fa scoprire nuovi luoghi fuori e dentro di sé. Sono tanti i motivi per i quali sempre più persone praticano trekking e l’attività sulla quale si basa, il camminare.

Sì, parlare di trekking, evoca ripide montagne, rigogliose foreste, piccoli borghi, casolari abbandonati, scogliere a picco e altre immagini affascinanti e romantiche del genere. Ma, oltre a bellissimi scenari, evoca anche una consapevolezza, una rinnovata consapevolezza, che “più piano è meglio è”. Supporta e diffonde una cultura lenta che rinnova (e migliora) l’esperienza. L’esperienza si assapora, non la si morde e fugge, si arricchisce di dettagli, gli occhi mettono a fuoco l’inaspettato. Una politica slow che può pervadere ogni aspetto della vita e quotidianità e renderla più autentica. E perchè non praticare il cammino fuori dalle convenzioni che il trekking tradizionalmente implica e renderlo anche una specialità urbana? Infatti si pratica anche in città, sia come abitudine di trasporto quotidiano da un luogo a un altro, sia a scopi turistici e di sostenibilità con itinerari già strutturati, sia come vagabondaggio senza meta, per il solo gusto di camminare, scoprire e andare.

Dove non è rilevante.

E’ soprattutto in quest’ultimo approccio che il mondo che ti circonda quotidianamente, acquisisce nuovi toni tanto più quanto ti era familiare.

Un trekking urbano alla scoperta e riscoperta del già noto, che assomiglia di più a una deriva, un vagare in città senza particolare meta e aspettative, per questo sorprendente. Gambe e istinto ti guidano, lentezza e relax ti ritmano, persone e luoghi già noti ti stupiscono, il corpo ringrazia, la mente si lucida. La città sembra diversa. Un trekking urbano “disorganizzato”, senza un percorso prestabilito, senza sapere cosa si cerca e, come piace a me, con una fotocamera reflex in mano. Non importa perchè, non importa con chi, non importa come, non importa il meteo, importa del tempo e cammino; importa andare, a ritmo lento.

Se vuoi provare un’esperienza di trekking urbano, prova Artigianato&Aperitivo.

I passi si mescolano agli scatti (fotografici), la realtà sembra più penetrabile, il banale si tipizza, affiorano punti di vista nuovi e dettagli di fauna cittadina, boschi di cemento e quotidianità selvagge; per strade familiari, durante un trekking urbano, durante una deriva in città.

Penna e scatti di Benedetta Perissi

grafica trip magazine
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