Per strada si cammina, per strada si mangia

Parlare d’arte a Firenze è scontato, mangiare una bistecca alla fiorentina in una trattoria ancor di più. Consumare una gustosa ribollita seduti al tavolo davanti a un buon bicchiere di vino, è cosa assai piacevole, ma c’è un modo ancor più speciale e gustoso di assaporarsi del buonissimo cibo e al contempo cogliere l’essenza di un luogo: per strada. E andando a zonzo in città, tra un passo e un altro, difficile proseguire sul proprio itinerario e non lasciarsi guidare dalle fragranze che si propagano dai chioschetti. L’acquolina in bocca ha la meglio sul programma predefinito e una pausa gusto diventa sacrosanta.

43° 46′ 11.536″ N – 11° 15′ 20.072″ E

Lo street food, il cibo di strada, è folclore, genuinità, gastronomia, caratterizzato da antichi e nuovi sapori, sicuramente autentici e gustosi. A Firenze parlare di street food è parlare di chioschetti disseminati qua e là per la città che preparano la più famosa, o quasi, specialità fiorentina, il lampredotto. Un’arte, culinaria, spesso tramandata di padre in figlio, quella della preparazione del lampredotto.

Se non siete di Firenze, la domanda sorge spontanea, che cos’è sto lampredotto? E’ un tipo di trippa, ovvero una frattaglia ricavata da alcune parti dell’apparato digerente del bovino, tre prestomaci e un vero e proprio stomaco ghiandolare, l’abomaso. Quest’ultimo è ciò che si intende quando si parla di lampredotto.

Forse era meglio non sapere cosa fosse, ma il gusto è garantito. Servito con la salsa verde, in un panino o in vaschetta, con a piacere un po’ di pepe e sale, si assaggia una specialità dal sapore popolare, povera quanto saporita.

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Un gusto forgiato da una centenaria tradizione, al cui successo hanno contribuito anche le personalità dal temperamento solitamente schietto e simpatico di coloro che lo preparano e vendono per strada. Per realizzare un panino al lampredotto ad hoc sembra che ci sia uno stile di vita ben preciso da adottare; folclore e autenticità sono alla base dell’esser lampredottaio. E la passione, ovviamente. La preparazione non è veloce, il lampredotto dev’essere cotto per lungo tempo lasciandolo bollire in acqua con vari odori; la giornata del lampredottaio, anche detto più genericamente trippaio, parte presto e finisce finché i clienti, fiorentini e stranieri, non son tutti sazi.

Assaggialo

A Firenze sono in molti gli street chef che si contendono il titolo di re del lampredotto e visitando la città del Giglio non potete perdervi l’occasione di assaggiare un panino farcito di gusto e tradizione; ecco una lista dei migliori 5 lampredottai di Firenze.

Il Trippaio del Porcellino, Orazio.

trippaio firenze

Con uno dei simboli della città accanto, la fontana del Porcellino, il chioschetto di Orazio è il più famoso. E’ situato di lato alla loggia del Mercato Nuovo, a due passi da Piazza della Signoria e Ponte Vecchio, in pieno centro storico. Ma non è solo la posizione il motivo della sua notorietà: un’attività fondata a fine ‘800, un’esperienza generazionale, il primo della famiglia a intraprendere quest’attività fu il nonno di sua moglie,  prodotti genuini e una preparazione classica, questi gli ingredienti per un panino al lampredotto eccellente.  Molte anche le specialità con la trippa e a tema stagionale.

I’ Trippaio di San Frediano, Simone.

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Autentico come il quartiere che lo ospita, il chiosco di Simone è situato in piazza dei Nerli nel vibrante e rimasto come l’era quartiere di San Frediano. Un giro fra le botteghe artigiane dell’Oltrarno e un ottimo panino al lampredotto di Simone e presto sarete coinvolti nello spirito popolare fiorentino più autentico. Cucinato con cura e dedizione, il lampredotto offerto è il più buono dell’Oltrarno; da assaggiare anche la poppa.

Trippaio Pollini, Sergio e Pier Paolo.

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Dall’Oltrarno ritorniamo sulla sponda destra dell’Arno e vicino al mercato di Sant’Ambrogio troviamo Sergio e Pier Paolo, in via de’ Macci. A parte il lampredotto che è un must, la varietà di prodotti offerti  vi metterà in subbuglio: salumi di tutti i tipi, salsicce di cinghiale, porchetta, poppa, vanno ad arricchire il menù già a base di trippa. Per gli studenti, passanti, turisti e residenti della zona, ogni occasione è buona per fermarsi a questo caratteristico baracchino, dove, per alcuni, si mangia il lampredotto più buono di Firenze. 

I’ Trippaio Fiorentino, Marco.

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Trippa e lampredotto in tutte le salse: alla fiorentina, cacciucco di lampredotto, bollito erotico, insalata di lesso, lampredotto accompagnato con le verdure di stagione. Se vi volete sbizzarrire, il vostro indirizzo è via Gioberti 103, dove dagli anni ’90 Marco prepara pietanze a base di trippa e fantasia. Sperimentazioni azzardate ma riuscitissime, Marco è relativamente nuovo di questo antico mestiere, ma le sue ricette originali hanno messo d’accordo molti fiorentini.

Il Chiosco di Marcello all’Isolotto.

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Uscendo dal centro, l’appuntamento con un ottimo panino al lampredotto e non solo è al chioschetto di Marcello. In zona Isolotto, è vicino all’ingresso della SGC FI-PI-LI, precisamente all’angolo fra via Simone Martini e via Livorno.

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Che siate di passaggio o ve lo siate posto come obiettivo, è sempre un’ottima scelta per una pausa gusto economica e veloce ma soprattutto succulenta; l’accoglienza e le pietanze appetitose, vi faranno fare il bis. A Firenze per diletto o di fretta, un buon panino al lampredotto vi aspetta.

Penna e scatti di Benedetta Perissi

grafica trip magazine
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